BIOFANIA

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VENEZIA68

Una giovane attrice si prepara per interpretare una giornalista in un film ambientato alla Mostra del Cinema di Venezia edizione 1968.

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Di GIORGIO VIALI

Progetto BIOFANIA

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BIOFANIA, BIOREALISMO, INTERAZIONI VISIVE URBANE

La città si presenta come un ecosistema intricato e multifacetico. Essa è un organismo sociale in continua evoluzione, un crogiolo mediale e visivo, nonché un palcoscenico politico. Si articola in zone private, spazi pubblici e semi-pubblici, analizzando i luoghi di transito che spesso appaiono anonimi o puramente funzionali. Gli abitanti, i viaggiatori e gli ospiti occasionali interagiscono in questo contesto, rendendo la città un luogo condiviso, che si abita sia fisicamente che virtualmente, anche se spesso ci si trova a vivere in una periferia diffusa, sia fisica che esistenziale.

Ogni città è caratterizzata da una rete di strutture, spazi e funzioni ben definite. Tuttavia, come ogni ecosistema, ha bisogno di interventi e interazioni che sfuggono a qualsiasi schema prestabilito. La vita, in tutte le sue forme (Bio), si propaga e si evolve attraverso atti di creazione e interazione che si manifestano in risposta a bisogni temporanei, che possono essere più o meno intensi. Questi interventi non strutturati sono cruciali per la vitalità e la vitalità dell'ecosistema urbano.

BIOFANIA rappresenta un concetto innovativo, che raccoglie l'insieme di queste interazioni visive urbane non strutturate e non istituzionali. Essa cerca di catturare l'essenza dell'interazione umana nelle sue forme più libere e spontanee, espressioni artistiche che sfuggono alla rigidità dei canoni tradizionali e delle istituzioni.

BIOREALISMO, d’altro canto, si configura come un tentativo di promuovere interazioni visive di tipo sociale, urbano e politico. Nasce in risposta all'invasività di un sistema mediatico contemporaneo, dominato dai social media, che spesso uniforma le narrazioni e sovrasta le voci singole. Con un approccio temporaneo e fluido, il biorealismo tenta di riattivare il dibattito e la riflessione critica, attraverso la creatività visiva e l'arte.

Le interazioni non strutturate che nascono dall’incontro tra Cinema, Video e Fotografia diventano allora strumenti fondamentali per esplorare e comprendere la realtà urbana. Queste pratiche artistiche si intrecciano e si arricchiscono reciprocamente, permettendo la creazione di opere che risuonano con le esperienze quotidiane dei cittadini.

Giorgio Viali propone un’indagine su queste modalità di espressione nelle città di Vicenza, Padova, Verona, Treviso e Mestre. Le sue opere, concepite per il periodo 2026/2027, si propongono di interrogare e reinterpretare l’essenza della vita urbana, abbracciando le contraddizioni e le complessità di un ambiente in continuo movimento. La sua ricerca si pone dunque come una call per la riattivazione di spazi e relazioni, auspicando un rinnovato senso di comunità attraverso l’arte e il dialogo visivo.


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